Il Cilento è la sub regione a sud della Campania, in provincia di Salerno, una riserva naturale dichiarata Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO per la tutela della biodiversità.
Terra antichissima, il Cilento è un autentico scrigno di tesori: montagne, spiagge di sabbia finissima, scogliere, promontori, grotte naturali scavate nella roccia calcarea, borghi antichi e dolci colline ricoperte dalle vigne e dagli ulivi che si specchiano nel blu del Mar Tirreno.
Proprio in questa terra, a Sant’Angelo a Fasanella, si estende la nostra azienda.
Perché venire a visitare il Cilento?
Questo lembo di terra posto tra il Golfo di Salerno e il Golfo di Policastro, è stato nominato Patrimonio dell’Umanità Unesco in quanto paesaggio culturale di straordinario valore, testimonianza di insediamenti che risalgono a 250.000 anni fa e espressione di un paesaggio incontaminato emozionante.

Il Cilento è ancora oggi uno scrigno di paesaggi incontaminati, di acque cristalline e di vegetazione lussureggiante che arriva a sfiorare le acque del mare. La località più affascinante è Palinuro, con il suo promontorio tra i più suggestivi della regione, le tante spiagge spettacolari dall’acqua trasparente e le affascinanti grotte carsiche. Gli amanti dei percorsi naturalistici si innamoreranno del Sentiero della Primula, 14 chilometri che percorrono il promontorio con una vista mozzafiato sul mare, ma anche sui boschi, fiumi e aree archeologiche della zona.
Punta Licosa è un altro paradiso per gli amanti del mare, con le sue spiaggette rocciose poco affollate e i fondali cristallini. Si trova all’ombra del monte Licosa ed è una incantevole piccola isola con una fitta macchia mediterranea.
Merita una tappa anche la Cascata Capelli di Venere, la più spettacolare all’interno dell’Oasi Capello di Casaletto Spartano, uno spettacolo della natura.

Da non dimenticare poi Marina di Camerota: una delle mete più amate in zona grazie alla sua posizione strategica: ai piedi di colline con antiche torri e uliveti secolari, tra promontori rocciosi a strapiombo sul mare e spiagge dall’aspetto quasi incredibile.

Rientrano tra le meraviglie naturali del Cilento anche le Grotte di Castelcivita che si estendono per chilometri nel massiccio dei Monti Alburni e sono ricche di stalattiti e stalagmiti dalle mille forme. Costituiscono uno dei complessi speleologici più vasti dell’Italia meridionale.
Se le coste sono lambite da spiaggia finissima e acque cristalline, a pochi chilometri troneggiano le vette delle Dolomiti del Mezzogiorno, un esteso complesso montuoso che, in alcuni punti, supera i 1.700 metri.
Gli insediamenti umani che punteggiano il territorio sono quasi tutti di origine antichissima, alcuni simili a presepi con centri di poche centinaia di abitanti tra santuari, monasteri e antichi manieri.
Ma il Cilento non è solo uno scrigno di paesaggi incantevoli, ma anche cuore pulsante delle nostre radici. Queste zone furono famosi territori della Magna Grecia e qui fondata la Scuola Eleatica, fulcro nevralgico dello sviluppo della filosofia e della scienza. Eccezionali testimonianze i siti archeologici di Paestum e Velia e la Certosa di Padula.

Un altro Patrimonio Unesco è Roscigno Vecchio: un piccolo paese disabitato, con un fascino senza tempo. Roscigno infatti ha una storia molto antica: risale circa all’anno 1000, quando nacque come borgo dedito all’agricoltura, soprattutto per la coltivazione di viti e olivi. Nel 1902 un’ordinanza decretò che il paese non era più agibile, portando così il borgo a svuotarsi lentamente nei decenni. Non è un caso se sono in molti a chiamarla “la Pompei del ‘900”. Oggi però questo paese fantasma vanta la presenza di un unico abitante, che dopo anni di peregrinazioni per il mondo, scelse di tornare a vivere nel suo piccolo paese di origine.

Il Borgo di
Sant’Angelo a Fasanella
Sant’Angelo a Fasanella
Sant’Angelo a Fasanella, piccolo borgo medievale situato a 520 mt. sul mare, è posto in parte sulla fascia pedemontana ed in parte poggia direttamente su un lembo di piastrone calcareo del massiccio dei Monti Alburni. Il borgo, oggi residenza di poche anime dedite principalmente all’agricoltura e al turismo rurale, è ricco di storia e di opere d’arte e vanta ben due siti protetti dall’UNESCO:
la Grotta di San Michele Arcangelo e l’Antece.



Nell’altro atrio, sulla parete di fondo, spicca il ricco altare marmoreo con la statua di San Michele Arcangelo, anch’essa in marmo, attribuita ad uno scultore particolarmente presente nel Cilento, Giacomo Colombo, veneto ma di scuola napoletana (1600). Alle spalle dell’altare, sulla roccia naturale, sono dipinte le due ali dell’Arcangelo e, a sinistra, vi è una piccola cavità colma d’acqua a cui la devozione popolare attribuisce proprietà miracolose, la cosiddetta Manna di San Michele.


Dalla centrale Piazza Ortale si snoda un itinerario storico-culturale di notevole interesse; tra i vicoli del centro storico, ricco di portali e decori di antica arte, emergono la Chiesa “Madre” di Santa Maria Maggiore (1500) ed il Castello di epoca Federiciana.

Dalla porta a sud del centro storico, percorrendo la vecchia strada della “Pescatura”, oggi valido percorso per trekking e mountain bike, si raggiunge l’area naturalistica delle sorgenti “Auso” che, dopo un percorso sotterraneo, fuoriescono dando origine alle cascate del fiume “Fasanella”.







